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Ca' Foscari University of Venice
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ItemLa formazione linguistica nell’universitàQuesta ricerca si svolge su un crinale: su un versante si focalizza su come è la realtà, sull’altro su come dovrebbe essere; da un lato la ricerca sulla situazione europea e dall’altro su quella italiana; su un versante la riflessione su cosa significa «sapere una lingua» e sull’altro come mettere in moto un meccanismo che avvicini la realtà delle università italiane a quanto indicato dalla riflessione da un lato i risultati della ricerca internazionale, dall’altro la constatazione di come stanno le cose in Italia.
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ItemLa metrica arabaLa conoscenza della grammatica dei versi, che ha toccato il suo più alto livello speculativo con la teoria di al-Halıl ibn Ahmad nell’VIII secolo, è il cuore segreto della poesia araba – mai finora sistematicamente scrutato – di cui nel corso dei secoli si sono nutrite le sfide e le dispute dei poeti e dei loro critici. A partire dalla lettura dei trattati di metrica medievali, viene qui offerto il quadro storico della disciplina versificatoria e la ricostruzione dei suoi fondamenti tecnici, cui segue l’analisi di ciascuno dei sedici metri e infine l’esame dei modi in cui si compone la rima.
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ItemLe frasi derivate da movimento nei bambini con impianto cocleareIn questo volume sono raccolti e analizzati i dati sulla produzione, comprensione e ripetizione delle frasi derivate da movimento in italiano nei bambini sordi con impianto cocleare con lo scopo di individuare quali, tra le strutture in analisi, siano le più difficili da acquisire per la popolazione di riferimento. Nel volume viene presentato anche il protocollo del training delle frasi relative basato sull’insegnamento esplicito delle regole sintattiche, i cui risultati mostrano un miglioramento nella produzione e nella comprensione delle frasi derivate da movimento, oltre che nelle abilità narrative dei bambini sordi con impianto cocleare.
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ItemI francescani cinesi e la traduzione della BibbiaNel 1968 fu pubblicata la prima edizione completa della Bibbia cattolica in lingua cinese. Gli autori della traduzione erano i membri dello Studium Biblicum Franciscanum Sinense, l’istituto biblico fondato nel 1945 a Pechino dal francescano Padre Gabriele Allegra, che aveva inaugurato il progetto e scelto i suoi primi collaboratori. Questo volume approfondisce la formazione e il ruolo dei francescani cinesi coinvolti nella traduzione e delinea l’attività degli stessi nella successiva fondazione della Vicaria e della Provincia francescana cinese (1970, 1989). Viene presentata in dettaglio la figura di Padre Ludovico Liu Xutang, membro dello Studio Biblico e primo Vicario nel 1970. La traduzione del volumetto Huainian Liu Xutang shenfu consente di vedere concretizzati gli impegni di Padre Liu nelle attività bibliche dello Studio, nell’erezione della Provincia Reginae Sinarum e nella ripresa dei contatti con i cattolici della Cina continentale, e offre al lettore una raccolta di testimonianze dirette sulla vita del francescano.
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ItemEl ejemplo y su antagonistaLa comprensión de la idea de imitatio que Cicerón defiende en su obra desvela un pensamiento en diálogo con una tradición que el orador romano no deja de construir con fines políticos. De ahí que el estudio del Cicerón imitador nos proporcione un extraordinario ejemplo de esa necesidad que toda comunidad humana tiene de construir un relato integrador recurriendo a la memoria de los textos y de los hechos que favorecen la convivencia y de aquellos que la imposibilitan. La memoria de los primeros nos debe incitar a la imitación; la de los segundos, al rechazo.
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Item«Attraversiamo un momento nel quale scrivere non è facile»Si possono quasi intravedere, nella filigrana di questo carteggio, Francesco Pasinetti accigliato dietro alla macchina da presa e il fratello Pier Maria ispirato davanti alla macchina da scrivere. Immagini evocate da un dialogo serrato sul mestiere culturale, tanto più interessante poiché condotto in anni nei quali le idee dovevano ‘armarsi di baionetta’, secondo l’imperativo fascista. E delle idee le duecento lettere qui selezionate raccontano, al ritmo scandito dalla giovinezza dei due intellettuali veneziani, la fragilità e la resilienza rispetto agli urti della storia.
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ItemNovecento e dintorniIl volume celebra la chiusura della lunga e prolifica carriera accademica di Giuseppe Grilli, di cui si riconosce un lungo e proficuo percorso nello studio della letteratura catalana che ha prodotto diverse illuminazioni e troballes. Si sviluppa sull’ambizione di ricordare tale percorso attraverso le testimonianze di una vita fatta di rapporti affettivi e letterari: da una parte il ricordo degli amici, degli alunni, dei poeti; dall’altra lo sviluppo diacronico degli argomenti su cui si sono articolati i filoni di studio più importanti della seconda parte del Novecento. La comparazione dei classici e la storiografia della critica, le traduzioni italiane e la ricerca sul barocco catalano sono alcuni dei temi grilliani riproposti qui negli approdi più attuali, insieme al contributo creativo di Manuel Foraster, Pere Gimferrer e Narcís Comadira.
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ItemCitizens of EuropeIl titolo della collana esprime la volontà di approfondire i profili legati al processo di integrazione europeo, non ignorandone i risvolti più discutibili e burocratici ma sapendo guardare al di là di essi, nella logica che traspare dal gioco di assonanze indicato dal titolo. In questo terzo volume Citizens of Europe, dedicato ai temi delle identità e della cittadinanza culturale, viene in rilievo la tensione tra i limiti delle politiche, culturali e di cittadinanza, perseguite dalla UE e l’imporsi progressivo – malgrado le cupe ombre proiettate dalla drammatica attualità – di una più ampia nozione di ‘cittadinanza d’Europa’, scandita in particolare da quei recenti strumenti giuridici del Consiglio d’Europa attraverso i quali l’afflato europeo, non imprigionato nelle pastoie dei meccanismi della EU citizenship, si sviluppa più significativamente.
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ItemDe aquí a Lima. Estudios fraseológicos del español de España e HispanoaméricaEl tercer volumen de la colección «VenPalabras» recoge quince trabajos que exploran algunos territorios poco frecuentados de la fraseología hispánica. Desde esta óptica, las tres secciones que vertebran esta publicación configuran un recorrido que se dirige, en primer lugar, hacia la vertiente más teórica de la reflexión fraseológica y se adentra, sucesivamente, en dos líneas de investigación de corte más empírico, esto es, la recopilación y el análisis de corpus fraseológicos dialectales y la representación lexicográfica de las unidades fraseológicas.
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ItemMostri del GiapponeIl volume presenta una teoria transculturale dei mostri con un approccio multidisciplinare ispirato ai monster studies, impiegando metodi che vanno dalla critica letteraria agli studi postcoloniali, all’antropologia, sociologia e storia culturale. Particolare attenzione è rivolta all’affermazione di alcuni fra i mostri giapponesi più popolari, sia del passato che del presente: il tengu (demone divino della montagna), il kappa (mostro-folletto dell’acqua), i mostri ibridi di Miyazaki Hayao, e infine il più ampio processo trans/nazionale di mostrificazione del Giappone globalizzato.
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ItemInventario di bottega di Antonio Bosio veneziano (1646-1694)Nel 2009 è uscito per i tipi di FrancoAngeli Il secolo di carta. Antonio Bosio artigiano di testi e immagini nella Venezia del Seicento. Allargando lo sguardo oltre i limiti biografici del protagonista – libraio, tipografo e incisore – e quelli geografici di Venezia, lo studio aveva cercato di fare di un oscuro ma poliedrico artigiano della carta stampata la chiave di lettura del commercio di testi e immagini dell’epoca in cui operava. Qui la seconda e ultima puntata del Secolo di carta, l’edizione integrale dell’inventario di bottega di Antonio Bosio, dal quale la prima ricerca era sbocciata. Era importante dare la possibilità di scorrerne le pagine per la quantità e l’estrema varietà dei materiali ivi descritti, che va dal libro al foglio volante di preghiere, dall’incisione da collezione a quella d’arredo o per laurea, dalle cartegloria ai ventagli e a molto altro ancora. Varietà che rende l’inventario veneziano quasi unico. L’edizione dell’Inventario, con nuovi documenti sulla famiglia Bosio illustrati nell’introduzione, nasce sotto l’auspicio della collaborazione tra persone e discipline. Fra bibliografia e storia – a torto spesso ritenute in competizione tra loro –, perché l’edizione di una fonte come questa invita a formulare riflessioni storiche a partire dall’osservazione di fenomeni bibliografici, anche i più minuti e apparentemente insignificanti. Collaborazione fra persone perché invita tutti i lettori ad appassionarsi al gioco di individuazione degli esemplari superstiti delle voci d’inventario che ancora mancano di identificazione, o, al contrario, a prendere coscienza della loro definitiva scomparsa, spia sfuggente dei silenzi della storia.
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ItemScritture plurali e viaggi temporaliNel secondo volume della collana «Diaspore. Quaderni di ricerca» situazioni di viaggio e di migrazione vengono analizzate tenendo conto della diretta incidenza dell’intreccio delle due dimensioni essenziali di spazio e tempo, considerando quanto queste possano influire sulla persona e sulla sua percezione, intellettuale ed emotiva, e quanto quindi possano determinare la successiva esperienza di scrittura. Il risultato, in molti casi, è la compresenza non solo di più culture o più influssi letterari, ma addirittura di più scritture. I contributi del volume interpretano la connaturata predisposizione alla pluridimensionalità della scrittura e la diversa stratificazione delle esperienze che il viaggio, forzato o meno, di sopravvivenza o di indagine, consente.
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ItemCosa ti hanno insegnato al liceo?Questa ricerca, condotta su un campione di 353 studenti del primo anno dei corsi di laurea in lingue occidentali e di mediazione linguistica e culturale dell’Università di Venezia, indaga come gli studenti valutino la loro formazione linguistica ricevuta nella scuola superiore.
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ItemAspetti del sistema preposizionale dell’eblaitaLa possibilità di penetrare il significato di un testo dipende ampiamente da una corretta comprensione del valore semantico delle preposizioni impiegate. L’analisi sincronica e diacronica dei contesti relativi – svolta considerando anche la diversa ‘prospettiva’ che lingue diverse possono assumere nel descrivere determinate azioni – ha permesso qui di ricostruire uso e valore delle preposizioni impiegate nei Testi Rituali e di Cancelleria di Ebla (ca. 2350 a.C.), modificando in alcuni casi l’interpretazione dei passi in questione, e di individuare importanti cambiamenti verificatisi nel sistema preposizionale eblaita nel periodo di circa quarant’anni coperto dagli Archivi.
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ItemRappresentazioni di genere nel linguaggio dei TG italianiQuesto libro presenta uno studio sulle rappresentazioni di genere nel linguaggio dei telegiornali italiani con un approccio interdisciplinare che integra l'analisi linguistica con l'analisi dei media. La prima parte fornisce una panoramica del quadro teorico e di ricerca su “lingua e genere” e “media e genere”, con una breve presentazione dei modelli teorici internazionali e una rassegna commentata dello stato dell'arte a livello nazionale, che evidenzia convergenze e nozioni condivise nella prospettiva comune del “genere” nei due ambiti disciplinari. La seconda parte presenta un’analisi delle rappresentazioni femminili e maschili nei telegiornali italiani, che esplora sia le variazioni di genere nel discorso delle fonti delle notizie, sia la tematizzazione di donne e uomini nei contenuti delle notizie, basandosi su un corpus linguistico. I risultati mostrano un quadro complesso: il linguaggio giornalistico italiano diffonde ancora attivamente rappresentazioni asimmetriche e stereotipate, caratterizzandosi così come androcentrico e sessista, ma mostra anche segni di innovazione rispetto al passato. In particolare, i risultati mostrano che un linguaggio giornalistico più consapevole del genere veicola rappresentazioni più gender-fair.
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ItemBuilding in Prehistoric CyprusThe study of architecture, from the selection, procurement and processing of raw materials, to the construction and use of buildings as spaces of action and interaction, can provide major insights into the social organisation of ancient communities. Architecture, as a way of organising space and encoding meaning, plays an active role in structuring movement and socio-cultural identities and provides a range of potential avenues for exploring social motivations and rationales in particular contexts and environments, both at the individual and community levels. This book examines ‘architecture’ as key media for analysing socio-cultural narratives in prehistoric Cyprus and exploring the formation, reproduction and development of early Cypriot communities. In particular, the volume aims at moving beyond the classification of architectural forms and functions and exploring the social, ideological, economic and political transformations that characterised the Cypriot prehistory from the late Aceramic Neolithic until the advent of the Late Bronze Age (7000/6800-1750/1700 Cal BC) by using architectural evidence as the focal analytical data-set. The interest of this study is not only in how people constructed buildings but also in how buildings contributed to the construction and definition of new socio-cultural and economic identities during Cypriot prehistory. Through a detailed review of the existing architectural data-set available for prehistoric Cypriot settlements, the book aims to understand how the development of new concepts of architecture, and the increasing appearance of social, cultural and economic forms of complexity are mutually constituted.
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ItemTracce d’arte contemporanea a Cortina d’AmpezzoNel 1974 apriva i battenti a Cortina il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea intitolato a Mario Rimoldi, albergatore e già sindaco durante le Olimpiadi del 1956, in seno a una ben più antica istituzione, le Regole d’Ampezzo. Nasceva così uno dei primi musei privati rivolti all’arte del Novecento italiano, esito virtuoso dell’attività collezionistica dello stesso Rimoldi. Il Museo arricchì la comunanza ampezzana di un patrimonio che si impegnava a valorizzare la complessiva eredità artistica della conca dolomitica, proiettando il ruolo di Cortina ben oltre quello naturalistico e ricettivo. Tuttavia, erano rimasti inesplorati finora i materiali d’archivio del Museo, tra cui corrispondenze e fotografie che ripercorrono le vicende di uno dei più raffinati collezionisti di metà Novecento con maestri quali Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis, Fortunato Depero, Alis Levi e Mario Sironi. Il presente volume è il frutto del progetto di analisi e adeguamento dell’identità digitale e dei sistemi informatici per gestire, studiare e valorizzare il ricco patrimonio di opere e materiali archivistici delle Regole d’Ampezzo in occasione del cinquantenario dalla fondazione del Museo Rimoldi. In vista di questo traguardo, il Museo ha proceduto assieme al Venice Centre for Digital and Public Humanities dell’Università Ca’ Foscari Venezia a un’approfondita riorganizzazione del proprio patrimonio mediante il riordino dei fondi archivistici e il loro riversamento su una banca dati relazionale. Questo catalogo affianca il nuovo database pubblico come strumento utile a ripercorrere tappe e ambiti dell’intervento di riordino, in modo da affrontare al contempo stringenti aspetti metodologici nel dibattito sulla digitalizzazione del settore artistico. Se da un lato il volume costituisce un momento di riflessione sulle best practice nelle Digital e Public Humanities, specie in materia di creazione di database relazionali, dall’altro offre un’occasione privilegiata di scoperta di materiali inediti del Museo, capaci di gettare luce sulla sua nascita nonché sul contesto artistico ampezzano nel Novecento. Quale esito concreto della metodologia relazionale adottata nella creazione del nuovo database museale, il catalogo presenta per la prima volta un vasto apparato iconografico composto da lettere, opere, documenti e fotografie attraverso cui indicare percorsi di ricerca e valorizzare primizie artistiche nel patrimonio delle Regole d’Ampezzo.
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ItemVerifying the Truth on Their Own TermsThe present volume offers a detailed analysis of a fifteenth-century court debate on God’s unicity (tawḥīd), involving the Ottoman scholars Mollā Zeyrek (d. 903/1497-98 [?]) and Ḫocazāde Muṣliḥuddīn Muṣṭafā (d. 893/1488), as a chance to highlight the dynamics of knowledge production at the time: in post-classical Islamic scholarship, an essential element of the process was scholars’ adroitness in synthesizing arguments from differing schools of philosophy and theology – via close readings of past masters. This dialectic unfolded during a period of imperial restructuring, at a time when Sultan Meḥmed II (d. 886/1481) realized his cosmopolitan and universalistic ambitions through his persistent patronage of philosophy and science, a case that is illustrated by his glorious palatine library. The setting, audience, and format of the debate, along with the analyses reveal that the production of knowledge in the early modern Islamic world was intricate, vibrant, and dynamic – not stale or derivative as previously thought. This book attempts at reconstructing the debate through the information found in bio-bibliographical sources, and comments on certain social and cultural aspects of the fifteenth-century Ottoman scholarship. Analyses of lemmata in the plethora of commentaries and glosses reveal that Ottoman scholars could posit numerous and disparate doctrinal positions, each referencing specific texts, through which the scholars gave their own syntheses based on their unique perspectives. This method of scholarly arbitration is called ‘verification’ (taḥqīq) and is exemplified here in Ḫocazāde’s defense and recontextualization of Avicennan philosophy in early Ottoman philosophical theology. The court debate at hand concerns Avicenna’s often-contested ontological formulation, which equaled God’s quiddity/essence to His existence and necessity, a view that went against the theological principle of God’s singularity according to a tradition of Muslim theologians. Ḫocazāde’s defense of the philosophers’ proof demonstrated that one of the senses of the ontological term ‘necessity’ that Avicenna put forth was identical to God’s quiddity/essence, as well as His ‘pure existence’. Having gained the upper hand in the debate by verifying Avicenna’s thesis, Ḫocazāde’s argumentative efforts proved that not only could the philosophers’ claim be reconciled with post-classical Islamic theology, but this proof also held true on their own terms despite Zeyrek’s (and the theologians’) objections.
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ItemCassius Dio and the PrincipateIn the Imperial books of his Roman History, Cassius Dio focuses on individual emperors and imperial institutions to promote a political framework for the ideal monarchy, and to theorise autocracy’s typical problems and their solutions. The distinctive narrative structure of Dio’s work creates a unique sense of the past and allows us to see Roman history through a specific lens: that of a man who witnessed the Principate from the Antonines to the Severans. When Dio was writing, the Principate was a full-fledged historical fact, having experienced more than two hundred years of history, good and bad emperors, and three major civil wars. This collection of seven essays sets out to address these issues, and to see Dio not as an ‘adherent’ to or ‘advocate’ of monarchy, but rather as a theorist of its development and execution.
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ItemA Self-Reflexive VeristaWith a Preface by Edwige Comoy Fusaro, this volume is one of few monographs on Italian post-Risorgimento author Luigi Capuana, and the first one written in English in more than forty years. Narratology and critical theory are combined with more ‘traditional’, historical-philological criticism to offer a radical rereading of the author’s narrative. Central to this study is the seemingly counter-intuitive notion of artistic self-reflexivity, which represents an innovative take on an author like Capuana, who has long been ‘canonised’ as a verista.
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ItemBetween Texts, Beyond WordsThis volume offers an overview on a variety of intertextual, interdiscursive and cross-cultural practices in the field of translation between Asian and European languages. From a twelth-century Persian poet to a Chinese female novelist of the last century, from the ‘cultural translation’ of Christian texts carried out in pre-modern Japan and modern China, up to the making of the modern Chinese theory of translation based on its encounter with Western literature, the articles collected provide many valuable insights, ensuring a deeper comprehension of the evolving relations between cultures and of the tools adopted by both Asian and European translators on each particular occasion.
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ItemLo strategizing in contesti complessiStrategy-making takes place in webs of socio-material practices, where agency is mediated by artifacts and actors continuously reframe the way on which they give sense to their actions and objectives. Despite agency still depends on human actors, material artifacts can play a critical role in these ensembles of practices making strategizing always open to transformation. The practices associated with the strategy formation encompass conflicting people mental models, distributed knowledge and materiality for the development of a systematic, coherent and coordinated strategic process. The activities that qualify strategy-making are multifaceted and include a more or less deliberative and routinized individual decision-making and the conscious or unconscious exploration of emerging patterns. According to a cognitive approach to strategy-making, what strategists decide is largely influenced by their different perceptual filters, which are unique, as they were formed through the specific ways of engaging with the world, and by the construction of shared meanings. This consideration puts scholars to elaborate about the use of visual artifacts to frame strategic thinking and conceptualize a shared strategic orientation. The unfolding character of strategizing process stimulates to better understand the knowledge production process that explains the epistemic nature of the process itself. In particular, it has been demonstrated that the use of visual representations supports the knowledge production during the innovation processes as it facilitate the abstraction and the concretization of innovation practices. The potential benefits of using visual representations for fostering strategizing process have not yet been analysed extensively. Few case studies reflecting on the crucial role of visual representation in the strategy process and decisions in complex setting. This study aims to fill these gaps and explores how strategy maps shape the strategic practices within Ca’ Foscari University of Venice. The Italian University setting is a complex research field as it is a multivoiced domain and a rapidly changing one. A recent reform is stimulating a radical change in the management policies making the strategy processes a pluralistic and uncertain work.
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Itemal-FarāfīrBased on the Hegelian dialectic of the servant-master, this comedy represents, with the sarcasm and irony typical of its author, a profound reflection on the relationships between human beings. Starting from the local, with a pungent criticism on the social and political condition of Egypt in the Sixties, the two protagonists Farfūr and the Master guide and involve the spectator in a consideration on humanity and on the meaning of life that reaches universality. Divided into two acts, the comedy has no precise indications about time and space, which is confused with the time of representation, also thanks to the involvement of actors who are among the spectators. Discussing each other on names, trades and interpersonal relationships, the two protagonists criticise corruption, poor management of public health, social inequalities, but also the intellectual class that fails to give answers to people’s practical needs. The division in two of human society is even more evident with the second act, when the author’s reflection moves towards the existing organisational and economic systems, dismantling the complexity and reducing them again to a mere servant-master relationship. The other characters of the play are functional to the discourse of Idrīs: wives and children, spectators-actors and especially the figure of the author, who gradually disappears and abandons his own creatures to their fate.
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ItemVulnerable Workers in Times of Social TransformationIl volume presenta i risultati di una rierca internazionale sul fenomeno dei lavoratori vulnerabili (under24 e over55)
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ItemDal Paleolitico al Genocidio ArmenoIl secondo volume della serie «Eurasiatica» riunisce alcuni saggi che rispecchiano le differenti linee di indagine attraverso le quali, studiosi tanto italiani quanto stranieri, si dedicano al Caucaso e all’Asia Centrale. I testi del volume hanno quindi contenuto archeologico, filologico, storico, linguistico e teologico, contribuendo in maniera significativa all’ampliamento delle ricerche su queste aree.